CRIMINALE E' IL BRACCONIERE ASSASSINO, NON IL PARROCO
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Alle dichiarazioni dell'Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi relative all'assassinio del parroco di Longarone, don Francesco Cassol, da parte di un bracconiere, replica il Direttore del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, Fabio Modesti: "E' quantomeno banale dire che nel Parco non doveva esserci il bracconiere: l'abbiamo sempre affermato con forza tanto da essere entrati in polemica aspra con il Corpo Forestale dello Stato per la carenza di sorveglianza soprattutto notturna nell'area protetta. Il criminale è il bracconiere omicida reo confesso Giovanni Ardino da Altamura e non certo don Cassol".
"Quanto al bivacco temporaneo che sarebbe "sempre consentito" si conferma che ai sensi della disciplina di tutela tutt'ora vigente nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia, il campeggio anche temporaneo deve essere autorizzato. Il bivacco temporaneo e d'emergenza, cui si riferiscono gli amici delle Dolomiti Bellunesi, sarà quello effettuato in montagna durante le escursioni ad alta quota. Nell'Alta Murgia il contesto è ovviamente diverso e l'utilizzazione del suo territorio notevolmente antropizzato (al contario della "wilderness" dolomitica) richiede che l'Ente Parco autorizzi preventivamente lo stazionamento anche temporaneo per la stessa sicurezza degli escursionisti. Si comunica infine che l'Ente ha avviato, tramite l'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, le procedure per il riconoscimento di persona offesa nel procedimento penale contro il bracconiere omicida e per la successiva costituzione di parte civile".