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CONVIVERE CON IL LUPO: UN CORSO DI FORMAZIONE NEL PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA

testataIl prossimo 18 e 19 dicembre avrà luogo, presso la sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia, a Gravina in Puglia, in Via Firenze 10 il corso di formazione organizzato nell’ambito del progetto “Convivere con il lupo, conoscere per preservare: la tutela del lupo nell’Appennino meridionale”.   
L'iniziativa progettuale è finanziata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare tramite la “Direttiva per l'impiego prioritario delle risorse finanziarie assegnate ex Cap. 1551 relativo all'indirizzo per le attività dirette alla conservazione della biodiversità”, e vede impegnati assieme per la prima volta i Parchi Nazionali dell'Alta Murgia, del Cilento Vallo di Diano e Alburni, del Gargano, della Val d'Agri Lagonegrese, del Pollino e dell'Aspromonte nello sviluppo di misure coordinate di protezione per il lupo.
 
Il corso, nello specifico, si avvale dell'esperienza maturata nell'ambito del progetto europeo Life Wolfnet che ha avuto come obiettivo la messa a sistema di misure di gestione di questa specie in modo standardizzato, condiviso e calibrato sulle realtà territoriali dei Parchi dell'Appennino.
 
Il corso di formazione è destinato a veterinari di ASL e al personale della Polizia Provinciale, Corpo Forestale, Istituto zooprofilattico di Foggia e Servizio veterinario Regionale, Polizia Municipale, aziende zootecniche e agricole e verterà, grazie all’intervento di esperti e professionisti del settore, su elementi di genetica come strumento di monitoraggio dei danni da lupo, sul sistema di accertamento dei casi di predazione, tecniche e strategie per la prevenzione dei danni, esperienze virtuose ed esempi concreti di buone pratiche di alcuni Life, sopralluoghi su alcune aziende pilota.
 
Cesare Veronico, Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, capofila del progetto, ha presentato l'iniziativa: “La scarsa conoscenza è stato il principale ostacolo a ogni strategia di conservazione e tutela di questo predatore. Bisogna sfatare i falsi miti sul lupo e approfondire la sua conoscenza tenendo conto di quanto sia non solo possibile ma auspicabile la sua convivenza con le attività umane. Per raggiungere questo obiettivo occorre verificare la condizione demografica di questo carnivoro, conoscerne la consistenza, la mortalità e l'andamento numerico delle popolazioni”.
 
“E’ di fondamentale importanza aumentare le conoscenze scientifiche sulla popolazione di questa specie, in modo particolare nel settore meridionale dove le informazioni sulla consistenza e la condizione demografica sono molto scarse – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile dell’ufficio aree protette e biodiversità di Legambiente che, assieme all’ISPRA, collabora al progetto lupo per l’appennino meridionale – ma risulta nel contempo, altrettanto importante portare avanti un’opera di sensibilizzazione delle collettività locali al fine di attenuare i conflitti tra il lupo, specie di grande interesse conservazionistico tutelata da leggi sia nazionali che comunitarie, e le attività dell’uomo”.
 
PROGRAMMA
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